Cos’è, dunque, la Sindone?


Incredulità di San Tommaso, Caravaggio, 1600-1601Incredulità di san Tommaso (elaborazione) - Caravaggio
Eccoci giunti al termine di questo percorso tra Scienza, Vangelo e Fede: abbiamo affrontato, almeno a grandi linee, le principali caratteristiche della Sindone attraverso una panoramica degli Studi Sindonici.
Come tanti ”san Tommaso” del XXI secolo, siamo stati invitati a mettere un dito virtuale nelle piaghe dell’Uomo della Sindone.
Fotografia della sindone ed il suo negativo
Le discipline che studiano la Sindone sono moltissime. Ne elenchiamo le principali 30:
anatomia, antropologia, archeologia, biologia, chimica, diritto romano, eidomatica, esegesi biblica, fisica, fotografia, genetica, giudaismo, iconografia, informatica, matematica, medicina legale, microbiologia, microscopia, mineralogia, numismatica, paleografia, palinologia, patologia, radiologia, scienza dei tessuti, storia, storia dell’arte, tanatologia, teologia, traumatologia.

Possiamo concludere che:

  • la Sindone è un antico lenzuolo funebre in lino purissimo, compatibile con una sindone tradizionale ebraica;
  • reca impressa l’immagine di un uomo sicuramente già morto;
  • quest’uomo è stato torturato, flagellato e crocifisso esattamente come i Vangeli narrano che avvenne per Gesù;
  • il Telo reca abbondanti tracce di sangue, fuoriuscito da ferite inferte prima e dopo la morte, che ha impregnato le fibre di lino;
  • l’immagine ha un tono più scuro ove il corpo era a contatto col Telo e più chiaro ove non lo era; la relazione tra l’intensità dell’immagine e la distanza corpo-Telo si esprime con una formula matematica precisa (e consente attendibili ricostruzioni 3D);
  • il contatto corpo-Telo cessò entro 40 ore al massimo, in pieno stato di rigidità cadaverica: l’immagine, che riguarda solo le fibrille più superficiali delle singole fibre di lino, deve essersi formata proprio in questo momento, probabilmente per irradiazione di un’energia simile alla luce.